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Cooperazione - Lisa Romanò

Un ringraziamento va a una ragazza incontrata una sera per caso, Lisa Romanò, che ha dato un contributo per la causa di C.E.D.I. Ma facciamo un passo indietro...

E' sabato 28 marzo 2015 e sto uscendo di casa per andare a una serata di musica e danza folk dove mi sono offerta come volontaria per aiutare la onlus a raccogliere fondi in occasione della Pasqua. Sapevo che avrei trascorso delle ore particolari in quanto la musica e la danza popolare erano per me un mondo quasi estraneo. Seduta vicino al banchetto mi sono sorpresa a osservare gente di diversa età che ballava sulle note di strumenti a fiato (le Canne), a corde (Cord) e a percussione (Pell) - da cui prende origine il nome del gruppo di musicisti - dando vita a una serata ricca di colore, di energia e di divertimento, come un viaggio senza confini. Ad un tratto dalla folla sbuca una ragazza dai lunghi capelli rossi, si avvicina e mi chiede delle informazioni sulla sindrome, su come la patologia infici nella vita e, quindi, su C.E.D.I. I suoi occhi azzurri, magnetici, mi colpirono e il suo essere estroversa ruppe ogni barriera. «Vorrei dare una mano... Potrei scrivere un articolo su di voi per aiutarvi a raccogliere fondi. Si potrebbe fare anche un video!» disse con fare concitato entusiasta all'idea. «Mi chiamo Lisa Romanò» dice mentre scrive i suoi riferimenti su un volantino e prende i miei contatti. Più volte tra un ballo e l'altro è tornata da me piena di idee e proposte su cosa e come raccontare questa realtà dando valore a storie invisibili trascinandomi col suo carisma. E così, nel giro di pochissimi giorni, scrive «Poter fare la differenza quando si ha una malattia rara è possibile?» (clicca qui per leggere l'articolo). Lisa voleva scrivere «di come si possa trovare la "normalità" anche in situazioni difficili», io voglio scrivere di come si possa trovare l'eccezionalità nella "normalità". Sì, perché gli atti altruistici compiuti a beneficio di sconosciuti sono azioni meritevoli di attenzioni e colmi di valore. Virtù che rendono volti ordinari uomini/donne di grande spessore.

Mi farebbe piacere poter raccontare di qualche altro incontro fortuito, di un'altra strada incrociata, di esperienze di malati eds che hanno avuto a che fare con noi.

Ricordiamo che le perdite e le rinunce possono trasformarsi in evoluzione se facciamo strada dentro di noi affinché il sole continui a splendere perché anche chi si sente al buio custodisce dei sogni.

Ilenia Guida